
San Romano in Garfagnana è il Capoluogo del Comune. Conserva una struttura topografica-architettonica in gran parte intatta. Ricchissima la pregevole Chiesa barocca, seppure in singolare contrasto con l’antistante torre campanaria di elegante stile romanico.
All’interno della chiesa è presente un organo la cui costruzione risale al 1762 .
L’organo è in ottimo stato di conservazione, ha una sola tastiera con 10 registri per le voci con pomello in porcellana, originali. E’ fornito, inoltre, di pedaliera in legno per le varie tonalità.
Fu ristrutturato dalla Ditta Turrini Luigi e Figli di Pieve Fosciana nel 1906 e nel luglio del 1994 è stata apportata una nuova revisione ed è stato restituito allo stato originale reinserendo le sue 54 trombe.
L’organo è sovrastato dalla statua di San Romano in legno, alta mt. 1,70, risalente all’anno 1700 e ben conservata. E’ posta in ottima posizione nell’orchestra arricchita anche da due angeli lignei e dorati posti lateralmente e in alto rispetto alla statua stessa. Il tutto fornisce un armonioso insieme con i movimenti scultorei esistenti in questa zona della chiesa.
All’interno della chiesa, sono presenti inoltre n. 3 altari di legno rifiniti con doratura; uno è stato restaurato 30 anni fa, conservando le caratteristiche originarie, gli altri due sono ancora come allora ( 1700 ) e quindi la doratura è meno marcata perché usurata dal tempo.
Parlando della storia del paese di San Romano, emerge il culto rivolto dagli abitanti del Comune ma non solo, all’immagine della “ Madonna del Bosco “.
Da oltre due secoli e forse anche di più, giaceva abbandonata fra gli oggetti e fuori uso l’antica immagine della Madonna, che nella chiesa di San Romano era stata venerata sotto il titolo di Madonna della Cintura, prima che fosse stata sostituita da una nuova e di forma migliore. Nel 1905, mentre si eseguivano le riparazioni dell’organo, questa immagine fu riveduta da molti, e fu fatta la proposta di collocarla nella Maestà del Bosco, sita presso la covezza di San Romano e la sorgente delle fontane del paese di San Romano, maestà costruita per devozione dai “ Pieretti” residenti nella frazione di Naggio .
Di fatto l’immagine suddetta fu collocata in questa maestà e nacque nella popolazione, si estese e crebbe la devozione verso questa immagine, innanzi alla quale si erano inginocchiati ed avevano pregato i loro padri antichi, ricevendone grazie e favori.
Con le elemosine dei devoti si restaurò e si adornò la Cappella, e questa immagine fu restaurata, benedetta e ribattezzata sotto il titolo di “ Madonna del Bosco “. Nel 1906 si volle fare, come ringraziamento, una bella festa e questa immagine fu trasportata nella chiesa parrocchiale ed in processione per le vie del paese; quindi in processione fu definitivamente collocata presso la Maestà del Bosco.
Anche oggi questo Santuario è meta di pellegrinaggio per quanti rivolgendosi a Lei implorano la concessione di grazie, ed ogni anno nel mese di Luglio, viene organizzata una festa religiosa nell’omonima località quale ringraziamento per le grazie concesse.
Recentemente il Santuario è stato oggetto di restauro sia nella parte interna che esterna a seguito dell’interessamento dell’insegnante Santi Fernanda in Satti residente nel Capoluogo.
Il settecentesco palazzo Pelliccioni-Marazzini rappresenta uno degli episodi più significativi della zona di architettura tradizionale con una doppia serie delle caratteristiche terrazze ad arco.
Il Palazzo, posto all’interno del centro abitato del capoluogo, si articola su quattro livelli oltre a spazi esterni a verde o lastricati ad uso aia.
Sull’immobile sono attualmente in corso i lavori di restauro conservativo, a cura dell’Amministrazione comunale. Il progetto intende recuperare l’edificio sia per il suo valore di testimonianza di architettura tradizionale che per ospitarvi diverse funzioni, in particolare:
Al piano terra : la biblioteca comunale con annessa sala riunioni, e lo spazio espositivo destinato ad ospitare il museo della Fortezza delle Verrucole.
Qui sarà allestita l’esposizione vera e propria di materiali archeologici provenienti dagli scavi, la copiosa messe documentaria reperita negli archivi di Modena e di Lucca che illustrano le fasi storiche della fortezza in relazione alla complessa situazione politica del territorio della Garfagnana prima sotto il dominio lucchese, poi estense; i progetti architettonici, plastico in scala del complesso fortificato prima della scomparsa di molti dei corpi di fabbrica presenti, modelli di macchine da guerra, ecc…
Al piano primo seminterrato e secondo seminterrato uno spazio per la documentazione delle produzioni tipiche dell’area con riferimento alla coltivazione del farro in rapporto con gli aspetti storico territoriali già trattati negli spazi disponibili del complesso del mulino delle Verrucole con pannelli illustrativi a carattere storico, economico, e l’illustrazione dei cicli di coltivazione e di lavorazione delle produzioni tipiche dell’area.
Al piano secondo è prevista la realizzazione di una foresteria per ospitare studiosi o gruppi di studenti interessati a stage sugli aspetti archeologici, storici, naturalistici, ecc… legati alla fortezza delle Verrucole e al suo territorio che funzionerà in rapporto con il vicino Ostello Comunale.