SILLICAGNANA - CHIESA DEL CORPUS DOMINI
Paese dall’inconfondibile colore della pietra serena con le viuzze dal tipico selciato in ciottoli di fiume. Di particolare interesse artistico la Chiesa Parrocchiale del “ Corpus Domini “ dal caratteristico soffitto a cassettoni.
La chiesa del Corpus Domini si trova al centro del paese. Fu costruita nel secolo XVI in modeste proporzioni e poi ampliata in seguito in diversi tempi. Le iscrizioni sull’attuale facciata, una sulla porta D.O.M. M D C X X X I I si riferisce alla costruzione del portale della chiesa e l’altra sulla facciata in alto, HUIUS POPULI EREXIT A.S. M D C C C L X I. R. I UNITASQUE RELIGIO si riferisce all’ultimo ingrandimento e alla facciata in pietra arenaria, fatta nel 1860. Nel 1559 e precisamente il 26 settembre al rettore della Chiesa di S. Martino, prete Nicolao di Francesco Satti da Sillicagnana, rettore dal 13 marzo 1551, dall’arcivescovo di Lucca Alessandro Guidiccioni, senior, fu ordinato di fare costruire la chiesa del Copus Domini.
Nel 1585 la chiesa fu terminata, e si procedette al trasporto del SS. Sacramento e vi si eresse il Fonte Battesimale. Nel 1663 iniziarono i lavori di ampliamento della chiesa, inizialmente l’ingrandimento fu operato dalla parte del coro, poi nel 1676, iniziarono i lavori di ingrandimento sul davanti. L’attuale piazzale ( sagrato ) e pilastri in pietra fu fatto nell’anno 1904.
Caratteristica della chiesa è il soffitto a cassettoni la cui epoca di costruzione risale intorno al 1694-1695. Il banco-armadio internato nel muro di sacrestia e il banco pure in sacrestia e la porta di essa risalgono a questo periodo di lavori, anni 1714-1718. Nella chiesa sono presenti dipinti risalenti ad epoche diverse, nonché due altari laterali, il primo ad essere eretto fu quello della Madonna del rosario, e in un secondo tempo, quello di S.Rocco, l’erezione del quale fu rimandata perché la Comunità dovette servirsi del denaro accantonato allo scopo, durante la peste del 1633 che imperversò in Garfagnana e non risparmiò Sillicagnana. Questi due altari in principio erano semplici; avevano la base con sopra la mensa di legno ( che poi fu fatta in pietra ) con sopra un gradino per la croce e i candelieri. Gli altari attuali si cominciò a costruirli nel 1679 e per primo fu fatto quello della Madonna del Rosario che fu finito nel mese di aprile 1696 . Nel 1700 furono rimodernati i piedistalli di sasso dell’altare di S. Rocco , e nel 1703 si diede il via alla costruzione dell’altare di S. Rocco. L’altare in onore di S.Rocco fu eretto a spese della Comunità di Sillicagnana in soddisfazione del voto fatto al tempo della peste dell’anno 1633 che dilagò in tutta Italia e in Garfagnana.
Vi fu eretta la Compagnia sotto il titolo di S. Rocco. I suoi Capitoli portano la data del 1635 e furono approvati da Alessandro Guidiccioni arcivescovo di Lucca. Il quadro del suo altare, dipinto a olio su tela, ha al centro in alto, la Madonna a mezzo busto col bambino, ( immagine ora venerata sotto il titolo di Madonna del Carmine ) in basso al centro S.Francesco d’Assisi, a destra di chi guarda, S.Antonio da Padova e a sinistra S.Rocco. Questo è senz’altro il quadro dell’altare maggiore dell’oratorio prima che si ingrandisse facendovi il coro e fu messo all’altare di San Rocco dopo che nel 1674 fu dipinto il nuovo quadro dell’ascensione posto nella parete del coro distro l’altare maggiore. Vi furono però sostituite le figure dei santi Martino e sebastiano e probabilmente di altri santi dipingendovi sopra S.Francesco d’Assisi, San Rocco e S.Antonio da Padova. Osservando bene la tela, dietro la testa di S.Antonio si vede delineata la mitra di s.Martino mentre il pastorale è adattato alla forma del giglio di Sant’Antonio: dalla parte di S.Rocco si intravedono teste di angeli e da tutto il complesso si nota la preoccuipazione del pittore di coprire con la nuova, la pittura precedente. All’interno della chiesa è presente altresì un organo di cui si ignora l’autore e la data di costruzione; lo strumento non porta nessuna indicazione.
Per le sue caratteristiche dovrebbe risalire alla fine del secolo XVII o ai primi del secolo XIX.
VILLETTA
La frazione di Villetta, un tempo piccolo paese, cui forse alludevasi nel Registro della Basilica Lateranense del secolo X con le parole di “ Villa di Bacciano “, fa parte della Parrocchia di Sambuca. A differenza della Sambuca, tipico borgo antico con pochissimi abitanti, questa Frazione è la più popolata del Comune ed è stata quasi completamente ristrutturata, pertanto non sono presenti scorci antichi; la stessa chiesa parrocchiale dedicata a San Giuseppe è di recente costruzione. Nella parte alta della Frazione, spicca la bellezza di “ Villa Grassi Landi “ che viceversa, conserva ancora le caratteristiche esterne di un tempo. Pervenuta al Comune di San Romano in Garfagnana a seguito di lascito testamentario del proprietario, Dott. Grassi Landi Lorenzo deceduto il 27 gennaio 1928, la stessa è stata trasferita definitivamente all’Azienda USL n° 2 Lucca nel 1999 ed è sede di una Residenza Sociale Assistita per anziani ed adulti inabili . L’intero complesso strutturale è stato più volte oggetto di interventi di ristrutturazione e restauro che ne hanno determinato la configurazione attuale. Il complesso edilizio che ospita la struttura è composto da tre corpi di fabbrica adiacenti e tra loro collegati per via interna, sia in orizzontale che verticalmente tra i piani. I tre corpi di fabbrica si riferiscono a tre edifici risalenti a diverse epoche di costruzione, il nucleo principale disposto su tre piani complessivamente, di cui uno seminterrato e due fuori terra, è costituito dall’abitazione padronale che può essere fatta risalire approssimativamente al 1800, il secondo nucleo, costituito da due piani completamente fuori terra, è rappresentato dalla casa colonica, ed infine il terzo ed ultimo nucleo costruito a nuovo utilizzando lo spazio originariamente occupato dal complesso stalla-limonaia.
NAGGIO
E’ questo un piccolo paese antico avente un Oratorio, ristrutturato recentemente, soggetto alla Parrocchia di San Romano e dedicato a S. Croce. Si trova al disotto del Capoluogo sulla sponda sinistra del fiume Serchio, con una campagna assai fertile. E’ assai vicino dalla parte di nord-ovest a Petrognano , frazione del Comune di Piazza al Serchio e dista circa 2 chilometri da Camporgiano , col quale comunica mediante il Ponte sul Serchio. Naggio era probabilmente in antico il “ Vico Agio “ nominato in un documento del 793, in cui si parla della vendita di alcuni beni che appartenevano all’esedità di Walprando Vescovo di Lucca, figlio del Duca Valperto o Valperio. Attraversando l’abitato, si intravvedono punti caratteristici che sono rimasti inalterati nel tempo permettendoci ancora oggi di ammirare portali in pietra con belle incisioni.
VIBBIANA
Questa Frazione, che si trova ai piedi del Parco dell’Orecchiella a cui è collegata da sentieri trattorabili attraverso boschi secolari, un tempo era soggetta alla Parrocchiale delle Verrucole. Ha una chiesa Curata sotto il titolo di Santa Bibbiana, che in altri tempi dette il nome alla frazione, e che in appresso per legge fonologica fu cambiato in quello di Vibbiana. Il suo territorio abbonda specialmente di castagne e dista dal Capoluogo circa 3 chilometri. E’ un piccolo paese antico che conserva ancora intatte le caratteristiche di un tempo. Addentrandosi infatti nel paese, si trovano strette strade lastricate con sassi, le tipiche “ aie “ pavimentate con pietra ed angoli caratteristici con piccole maestà. La chiesa, nella parte interna, è stata recentemente ristrutturata e sebbene sotto il titolo di Santa Bibbiana, si trova qui la statua di San Rocco patrono del paese.
ORZAGLIA
Facilmente riconoscibile per l’originale torre campanaria, l’abitato è situato su un’area pianeggiante che guarda verso le Apuane. E’ un paese “ rustico “ e accogliente, infatti in molte case sono visibili pietre scolpite da abili scalpellini. La Chiesa Parrocchiale e la sua dote beneficiaria furono fondate dal Cavaliere Antonio Ugolini che era stato al servizio del Papa Gregorio XIV tra il 1608 e il 1615. Il 5 Gennaio 1615 fu effettuato lo smembramento da Livignano; la chiesa mantenne però lo stesso titolare “ San Giovanni Battista “. Fu consacrata il 05.12.1616 dal Vescovo di Sarzana, Monsignor Salvago. I registri di battesimo iniziano però solo nel 1826. Alla famiglia Ugolini successe poi la famiglia Bernardini. All’interno della chiesa è presente un quadro situato sopra il coro in olio su tela raffigurante il patrono San Giovanni Battista. Ultimamente nel 1972 sono stati effettuati lavori di restauro con adeguamento alle norme in forma liturgica ( altare rivolto verso i fedeli ). All’interno della chiesa, e più precisamente a destra, esiste anche un confessionale in pietra del 1700. Gli altari sono 2 : a destra olio su tela raffigurante San Carlo, a sinistra olio su tela raffigurante la Madonna del Rosario di Pompei.
CAPRIGNANA
Questa frazione si trova a circa 5 chilometri dal Capoluogo ed originariamente era composta dalle “ ville “ di Caprignana e Valle. Il paese antico, attualmente denominato “ Caprignana Vecchia “, era più a nord dell’attuale centro abitato. L’antico abitato di Caprignana, trovasi menzionato in una pergamena dell’Archivio Arcivescovile lucchese del gennaio 793, nella quale si tratta di un acquisto fatto da Giovanni Vescovo di Lucca di terreni situati in Magliano, Caprignana, Sillano , Corfino e Capoli, luoghi tutti della Pieve di Piazza; terreni che appartenevano all’eredità del Vescovo Valprando, figlio del Duca Walperto di Lucca. Questo ebbe parrocchia propria solo dopo il 1600; prima di quel tempo era unito a quella di Livignano insieme col piccolo villaggio detto Valle che ne fa tutt’ora parte, e che anticamente era denominato “ Valle Nuova “. A seguito del terremoto del 6-7 settembre 1920, l’abitato di Caprignana fu notevolmente danneggiato ed il paese con parte dell’area circostante fu resa instabile e quindi con deliberazione del Commissario Prefettizio del Comune di San Romano , adottata in data 2 gennaio 1926, fu disposto il trasferimento dell’intero nucleo abitativo più a valle, in applicazione delle disposizioni della Legge n° 445 del 9.07.1908. La costruzione del nuovo paese iniziò quindi intorno a tale data, mentre la chiesa e l’attiguo campanile furono ricostruiti negli anni 1948-1949; si tratta quindi di costruzioni moderne realizzate con particolari accorgimenti antisismici in considerazione della zona fortemente a rischio. All’interno della Chiesa parrocchiale dell’attuale abitato di Caprignana, furono trasferiti i beni mobili e gli arredi presenti nella chiesa dell’antico borgo; qui sono infatti presenti vari oggetti risalenti all’inizio del ‘600 .